Nel giugno 2019 Fondazione Alamo ha invitato per un workshop di due giorni alcune start up incontrate nei due anni di attività con lo scopo di confrontarsi su tematiche importanti all’interno di un percorso imprenditoriale. Cosa è nato da quell’occasione?

Eurikos:
Grazie all’invito della Fondazione Alamo abbiamo potuto partecipare a delle conferenze interattive con esperti e professionisti del settore imprenditoriale. A mio avviso l’aspetto più importante della vita di un giovane imprenditore è avere la consapevolezza della storia del proprio progetto e saperla raccontare. La possibilità di confronto offerto da Alamo è stata una splendida occasione per creare un dialogo sincero con altri giovani imprenditori e attraverso questo è nato un network molto utile.
Creon:
Conoscere e confrontarsi con altre startup è sempre un’ottima occasione di crescita. Le startup sono realtà imprenditoriali fragili che devono sviluppare un prodotto (o servizio) innovativo con poche risorse a disposizione, per questo uno degli aspetti fondamentali del loro successo è trovare le giuste persone con le giuste competenze che permettano lo sviluppo dell’attività su tutti i piani, da quello tecnologico a quello gestionale. Per noi di CREON il workshop della Fondazione è stato molto utile in quanto abbiamo avuto l’occasione di incontrare startup e figure professionali che ci hanno aiutato ad andare avanti. In particolare, abbiamo conosciuto meglio i ragazzi di EURIKOS, coi quali ora stiamo lavorando per lo sviluppo della parte elettronica del nostro prodotto.

A che punto siete della vostra collaborazione?

Eurikos
Grazie al network legato ad Alamo con Eurikos abbiamo saputo che la startup Creon aveva dei problemi tecnici da risolvere in ambito elettronico che non erano riusciti a sistemare in precedenti rapporti di consulenza. In Eurikos abbiamo cercato subito di valutare il tipo di criticità e capire se grazie allo sviluppo tecnico del circuito elettronico di energy harvesting che avevamo progettato era possibile supportare Creon in questa sfida tecnologica. Alla fine abbiamo scoperto che potevano aiutarli e dopo aver preso alcuni accordi abbiamo svolto un servizio di consulenza che a permesso a Creon di risolvere i problemi che avevano riscontrato
Creon:
La collaborazione è iniziata da un paio di mesi scarsi, ma in questo poco tempo siamo riusciti a risolvere dei problemi annosi che ci affliggevano. A settembre sarà pronto il circuito che ci permetterà di ottimizzare la raccolta di energia dalle celle microbiche e, di conseguenza, di avere il prodotto finito.

Che visione avete e che prospettive rispetto all’inizio della vostra avventura imprenditoriale?

Eurikos
In Eurikos, a parte la possibilità di offrire consulenza tecnica, abbiamo ancora il sogno nei prossimi 3-5 anni di realizzare il nostro pannello fonovoltaico per l’accumulo di energia elettrica dal suono. Ad oggi, dopo aver progettato e testato la parte elettronica del sistema di accumulo, siamo in cerca di un finanziamento abbastanza consistente di circa 25 mila euro per la prototipazione di un nuovo Nanomateriale, che abbiamo scoperto durante la nostra ricerca tecnica, che potrebbe, come trasduttore altamente performante, completare il sistema e rendere possibile l’applicazione dei nostri pannelli.
Creon:
Rispetto all’inizio ci siamo resi conto che la nostra tecnologia ha applicazioni molto interessanti oltre a quella dell’illuminazione, come agricoltura o smart cities. Integrando le celle con dispositivi IoT siamo in grado, ad esempio, di costruire delle economiche stazioni di monitoraggio ambientale, totalmente autonome, in grado di rilevare dati atmosferici, o di qualità dell’aria, oppure raccogliere valori di interesse del terreno per monitorare delle colture nel contesto dell’agricoltura 4.0.